L’editoria è un’arte e in Sicilia si chiama coraggio. Ne parliamo con Mauro Bonanno, editore di punta del panorama nostrano, di ritorno dal Salone Internazionale del Libro di Torino.
Mauro, raccontaci la tua storia. Mio nonno, da cui prendo il nome, faceva il libraio ad Acireale e gli capitava di pubblicare qualche testo di storia locale. È stato poi mio padre Pippo sessant’anni fa a fondare la casa editrice, la Bonanno appunto. Un passaggio di consegna e un bel cambiamento, un po’ come quello che ho fatto io negli anni Novanta creando il marchio A&B che si occupa di narrativa e poesia.
E poi da dieci anni c’è Tipheret… Da più di dieci anni, è stato fondato nel 2009, ed è il brand di nicchia del Gruppo Editoriale Bonanno rivolto alla conoscenza esoterica nella concezione di Bent Parodi.
Un bel successo, i tuoi venticinque anni di carriera. Che cosa significa essere editore in Sicilia? Di editori ce ne sono tanti, ognuno ha il proprio progetto. Il mio ha a che fare con la società, con la formazione umanistica, e soprattutto è un sincero contributo al risveglio della Sicilia, una terra che amo e da cui sarei potuto andare via diverso tempo fa ma che invece ho scelto di curare e di difendere dal punto di vista culturale.

Il 23 maggio si è concluso il Salone Internazionale del Libro di Torino. Che cosa ha significato per l’editoria l’appuntamento di quest’anno dopo la chiusura forzata? La Bonanno è presente a Torino dalla prima edizione del Salone, quindi dal 1988, anno in cui si presenta come la casa editrice che viene da più lontano. In realtà l’appuntamento dell’anno scorso è stato spostato a ottobre, quest’anno invece si è tenuto nella sua data naturale e ha rappresentato una ripartenza: è stato affollato, la gente era senza mascherine, ha significato una speranza, quindi simbolicamente è stato il migliore.

Due anni fa ci lasciava Arnaldo Lombardi, un editore talentuoso e appassionato, padre del Premio Vittorini e un tuo grande amico. Regalaci un suo ricordo. Ho tanti ricordi di Arnaldo, partivamo insieme con il furgone per le trasferte degli editori siciliani. Un uomo straordinario, la mia formazione nasce da mio padre ma anche da lui, di fatto insieme crearono l’Associazione siciliana degli editori che allora comprendeva la migliore editoria dell’Isola. Io credo che oggi Lombardi meriterebbe un ricordo più adeguato sia come editore illuminato che come animatore culturale a Siracusa. Personalmente mi piacerebbe riprendere alcuni suoi lavori coinvolgendo fedeli collaboratori come Manuel Giliberti, Josina Fatuzzo e Paolo Gualtieri. Non ci dimentichiamo che Arnaldo ha rappresentato l’editoria ma anche la vera cultura a Siracusa. Lui è stato davvero un artista più che un imprenditore.
Mauro, che cosa farai da grande? Quando ero troppo piccolo pensavo di fare ciò che ho già realizzato. Oggi vorrei continuare a fare l’editore ma puntando su un ambiente più aperto all’inventiva. Finora per me tutto è stata una scommessa, rilanciare la Bonanno, aprire A&B, fondare Tipheret, quindi sì, ripartirei da una nuova scommessa.
Daniela Frisone
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