Una strana discarica quella di contrada Rinelli nel ragusano. In una vasta area non molto distante da Acate, filigrana per banconote della Banca d’Italia e certificati anagrafici dei comuni di Ragusa e Siracusa.

La zona, in verità, era già stata posta sotto sequestro un anno fa. Oggi, con un articolo pubblicato sulle pagine ragusane del quotidiano La Sicilia, Carmelo Riccotti La Rocca, riaccende i riflettori su una discarica abusiva che nasconde un vero e proprio mistero.
Il giornalista è tornato nella zona richiamato da Riccardo Zingaro, il responsabile delle Guardie zoofile di Acate. In contrada Rinelli ancora gran parte del materiale scoperto dodici mesi fa.
Manca soltanto la filigrana (che vedete nella foto in evidenza) sulla quale campeggiava la scritta della Banca d’Italia. La Procura, fanno sapere da Ragusa, aveva già acquisito il materiale per verificare, grazie ad alcuni esperti, la bontà della carta e provare a ricostruire il suo percorso fino alla periferia di Acate.

Resta l’altro mistero: chi ha scaricato in quella zona i certificati (molti dell’anagrafe e qualcuno del servizio medicina di base dell’Asl 8).
Lo scorso anno qualcuno aveva scavato una buca molto profonda. Forse volevano sotterrare quanto rimasto o, quel che si teme, avevano preparato il terreno per un nuovo carico.
Lì, di solito, si trovano i rifiuti provenienti dalle serre o i fusti dei prodotti chimici utilizzati per le coltivazioni.
La presenza dei certificati di due amministrazioni pubbliche e di un’azienda sanitaria apre adesso ulteriori domande per risalire ai responsabili di un affare clandestino che ha potrebbe aver provocato una truffa ai danni degli stessi enti.
Al Comune di Siracusa, appresa la notizia attraverso il nostro giornale, hanno avvito le verifiche necessarie.
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