Un modello virtuoso di assistenza sanitaria di prossimità all’avanguardia, primi in Sicilia per la presenza di ambulatori già operanti con i medici di famiglia, esempio di buone pratiche di integrazione e innovazione.
Nella Casa di Comunità pilota dell’ospedale Trigona di Noto, l’Asp di Siracusa ha reso operativi già dal 24 marzo scorso gli ambulatori medico e infermieristico, primi in Sicilia con la presenza di medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e personale infermieristico. Questo risultato è frutto dell’accordo pilota sottoscritto il 4 marzo dall’ASP di Siracusa con le organizzazioni provinciali dei medici di medicina generale.
Gli ispettori dell’Agenas, Angelo Pellicanò e Valeria Mantenuto, insieme ai rappresentanti dell’Assessorato regionale della Salute, Francesco La Placa e Paola Sciarrotta, hanno effettuato una visita ispettiva sia nella Casa di Comunità che nell’Ospedale di Comunità, quest’ultimo già attivo in via sperimentale con 10 posti letto da gennaio.
Attualmente sono 12 i medici di famiglia della zona sud della provincia che hanno aderito all’iniziativa. Le Case di Comunità in provincia di Siracusa saranno 12, oltre a 4 ospedali di Comunità, da attivare entro il 31 marzo 2026 secondo il target europeo, in esecuzione del DM 77 che ha previsto anche 4 Centrali operative territoriali già attive.
La Casa di Comunità di Noto si distingue per l’integrazione tra ospedale e territorio, con ambulatori attivi 7 giorni su 7 e H24 grazie all’integrazione con il presidio di guardia medica. Un registro infermieristico dedicato permette la prenotazione delle visite e la presa in carico congiunta dei pazienti.
L’Ospedale di Comunità, con i suoi 10 posti letto che diventeranno presto 20, è dedicato alla stabilizzazione dei pazienti dimessi dagli ospedali prima del rientro a domicilio, e dispone di un innovativo sistema di telemedicina che ha già registrato oltre 300 accessi.
“La concreta attivazione degli ambulatori rappresenta un passo fondamentale per la realizzazione del modello di Casa di Comunità,” ha dichiarato il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu, mentre il direttore generale dell’ASP Alessandro Caltagirone ha sottolineato che “questo modello di buone pratiche è frutto di un lavoro di squadra e di una visione comune” che sarà esteso a tutta la provincia di Siracusa.
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