4 Aprile 2025

Avola, operazione “Mater Familias” della Polizia. Chiusa una piazza di spaccio a gestione familiare con a capo una donna

Impresa familiare con chiara e solida base matriarcale. Un’azienda ormai consolidata che gestiva il mercato della droga ad Avola nella zona di via Miramare. A capo del gruppo una donna di 34 anni, insieme a lei il resto della famiglia che si occupava di ogni singolo aspetto dello spaccio.

L’azienda è stata chiusa la scorsa notte dagli uomini del Commissariato di Polizia coordinati dalla Procura della Repubblica di Siracusa e, in parte, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni.

Nell’operazione ribattezzata “Mater Familias” sono finiti in carcere in 8. Per tutti loro l’accusa è di “Produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope” aggravato, per avere, in concorso tra loro, organizzato relativa attività di approvvigionamento, suddivisione in dosi e spaccio dello stupefacente del tipo cocaina, hashish e marjuana.

L’operazione della scorsa notte, coordinata dal Commissario Pietro Vittorio D’Arrigo, segue l’operazione “Gemini” eseguita nel marzo scorso.

La donna si serviva del contributo degli altri familiari che materialmente cedevano al minuto lo stupefacente assicurando la propria prestazione “lavorativa” dalle prime ore del mattino fino a notte inoltrata. L’attività, perpetrata in modo così continuativo e quotidiano, ha dato vita ad una “piazza di spaccio” in cui sono state riscontrare più di 180 cessioni giornaliere con conseguenti ingenti profitti economici, nell’ordine di diverse migliaia di euro al dì.

La donna si è occupava in prima persona delle cessioni, del trasporto, dell’occultamento e del rifornimento dello stupefacente. Curava, in virtù del ruolo verticistico ricoperto, il rapporto con i fornitori, la gestione finanziaria necessaria all’acquisto delle partite di stupefacenti, la retribuzione dei propri collaboratori, il recupero dei crediti concessi agli assuntori, il monitoraggio dello stupefacente residuo ed il fabbisogno quotidiano della piazza di spaccio. Infine, forniva chiare disposizioni che dovevano essere ottemperate all’intero gruppo criminale a lei dipendente, servendosi anche dell’ausilio dei figli minorenni.

Nelle ipotesi in cui “la titolare” risultava assente, – scrivono gli investigatori – rivestiva tali ruoli il giovane genero, il quale per ogni operazione doveva essere sempre preventivamente autorizzato dalla donna.

L’illecita impresa gestita dalla “Mater Familias” aveva un’organizzazione capillare dove ogni membro del nucleo rivestiva una peculiare funzione essendo impiegati i suoceri, cognati e, finanche, i figli più giovani. Quest’ultimi, tutti minorenni, svolgevano il compito di ricevere le forniture dello stupefacente occupandosi finanche dell’occultamento e del trasporto dello stesso. L’attività di trasporto era spesso affidata a loro col fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine approfittando della giovane età anagrafica e dello status di incensurati. Infine, il figlio più grande si era impegnato a reperire un’arma comune da sparo che deteneva, con l’assenso della madre, all’interno della propria abitazione.

Le molteplici cessioni dello stupefacente avvenivano presso il domicilio della famiglia tramite un sistema stile “take away”. Difatti, gli avventori parcheggiavano l’auto in una piccola via retrostante l’abitazione dove, avvicinandosi ad una persiana semichiusa, effettuavano “l’ordinazione” introducendo la somma di denaro in una fessura per poi ricevere, immediatamente dopo, quanto desiderato.

La complessa attività imprenditoriale era organizzata in modo tale da poter fronteggiare anche eventuali “rischi di impresa” quali i sequestri della sostanza stupefacente da parte delle forze dell’ordine. Come riscontrato a seguito di ingente sequestro operato dagli agenti del Commissariato di Avola, l’alto livello fiduciario intercorrente tra la “Mater” e il principale “grossista e fornitore” consentiva l’approvvigionamento delle successive partite di droga a credito al fine di compensare le perdite economiche subite con i sequestri e ripianare eventuali passivi.

Il sistema criminale era garantito da alcuni corrieri messi a disposizione del fornitore. Quest’ultimi, assieme o alternativamente al fornitore stesso, erano in grado di rifornire celermente la titolare dell’attività illecita ogni qualvolta ne avesse fatto richiesta, anche più volte, nell’arco della medesima giornata.

Stamani, alle prime ore dell’alba, il Commissariato di P.S. di Avola – con la collaborazione della Squadra Mobile e del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Siracusa, nonché del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale Catania, e con l’ausilio delle Unità Cinofile Antidroga della Guardia di Finanza- hanno effettuato un Blitz raggiungendo le abitazioni dei 10 indagati e sottoponendo 8 di essi in stato di arresto.

Contestualmente, sono state eseguite perquisizioni delegate dalla Autorità Giudiziaria procedente nei confronti di tutti i soggetti tratti in arresto che hanno avuto esito positivo consentendo di rinvenire, presso l’abitazione degli indagati principali, 1.890,00 euro in contanti di piccolo taglio, 3 bilancini di precisone, 699 gr. di hashish suddivisa in panetti e 24 gr suddivisa in dosi, 10,80 gr di marjuana, 20,47 gr di cocaina, 2 proiettili rispettivamente cal. 12 e 38.

Come disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, gli arrestati sono stati condotti presso le competenti case circondariali provinciali ed extra provinciali.

Infine, nel corso dell’esecuzione delle Misure Cautelari è stato tratto in arresto e condotto in carcere, anche il marito della “Mater Familias” alla luce dell’ingente quantitativo di stupefacente rivenuto sopra e per aver violato con molteplici condotte le prescrizioni imposte dalla Misura di Sicurezza a cui era già sottoposto.

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