Nazionalizzazione della Lukoil, la cessione a un altro privato è solo l’opzione B. Le parole del ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, lanciate dal palco di un evento organizzato dal quotidiano Il Foglio, hanno fatto il giro del mondo e le maggiori agenzie internazionali hanno dedicato ampio spazio all’evidente apertura del governo italiano.

La Reuters ribatte la notizia e aggiunge i dati positivi delle borse sulle quote della NK Lukoil PAO aggiornati a questa mattina.
I giornali francesi ricordano che la raffineria ISAB rappresentano una capacità di raffinazione del 20% per l’Italia.
In Brasile, paese tra i maggiori fornitori di petrolio, la stampa fa conti all’azienda del polo siracusano citando i “circa 1.000 dipendenti” e che “utilizza il 30-40% delle sue materie prime dalla Russia, mentre il resto proveniva dai mercati internazionali”.
Ma dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la società ha dovuto procurarsi quasi tutto il greggio da Lukoil perché le banche internazionali non forniscono più credito.
Adesso l’apertura del ministro del Governo Draghi che apre spiragli nuovi in una vicenda seguita con grande attenzione e preoccupazione dal sindacato siracusano. Tutto questo mentre si attende la nuova convocazione del tavolo tecnico al Mise per discutere l’impianto dell’Area di crisi complessa dell’intera zona industriale.
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