4 Aprile 2025

Rifiuti nocivi nelle campagne di Avola, due sequestri della Forestale

Decine di lastre e serbatoi in cemento amianto oltre ad altro materiale di ogni tipo. Sono due le aree sottoposte a sequestro da parte dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Siracusa diretto da Filadelfo Brogna. Nel fascicolo aperto si parla di discariche di rifiuti urbani, speciali, ma soprattutto tossici e nocivi.

La prima area sequestrata, di 150 metri quadrati, si trova addirittura in un sito di interesse paesaggistico con corsi d’acqua importanti. In contrada Petrara, in territorio di Avola, e proprio all’interno di una zona chiamata “Cava Campana”, gli uomini della Forestale hanno trovato 80 lastre in amianto di varie misure e una decina di serbatoi, tutti in cemento amianto. Attorno altri rifiuti speciali come bidoni in plastica, pezzi di sanitari rotti, rifiuti provenienti da lavori edili e sacchetti di rifiuti urbani, in parte già bruciati.

Un sequestro particolarmente importante visto che, il materiale trovato, in caso di alluvioni potrebbe ostruire a valle un ponte ferroviario e la strada comunale creando seri problemi alla circolazione e alla stessa sicurezza delle persone.

Il secondo intervento sempre nel comune di Avola. La Forestale ha posto sotto sequestro un’area di oltre 1000 metri quadrati. In località Archi decine di lastra d’amianto in pessimo stato, guaina bituminosa, numerosi cumuli di scarti edili, altrettanti di mobili di arreso, plastica, tubi e, anche qui, rifiuti urbani.

Le aree poste sotto sequestro dal Nucleo Operativo, comandato dal Commissario Superiore Forestale Angelo Rabbito, rappresentano un grave pericolo ambientale per il rischio percolamento di sostanze tossiche e nocive nel terreno con il conseguente inquinamento del sottosuolo e del corso d’acqua.

In particolar modo, l’amianto esposto agli agenti atmosferici, rappresenta un grave rischio di dispersione di microfibre, sia nel terreno sia nell’atmosfera, la cui inalazione può determinare l’insorgere di gravissime patologie.

Il sequestro è avvenuto grazie allo sviluppo delle informazioni raccolte durante il periodico monitoraggio d’istituto del territorio e si incentra nel più generale dispositivo di contrasto dei reati ambientali messo in atto dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.

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